Marangoni, il mondo in casa

Culture differenti, ma desideri e linguaggi comuni

Ho il privilegio di insegnare alla scuola Marangoni di Milano. Ma cosa significa realmente per me insegnare in una scuola internazionale di tale prestigio, a una classe composta da giovani che arrivano da ogni parte del mondo? Significa arricchirsi, imparare, rinnovarsi. Il debutto è stato certamente una sfida. Avevo insegnato in altre prestigiose scuole, ma in questi casi l’utenza era composta da studenti italiani. Davo quindi scontata la possibilità di comunicare argomenti connessi alla nostra cultura d’appartenenza. Alla scuola Marangoni ho potuto mettere alla prova le mie capacità di trasmettere concetti e un metodo progettuale a ragazzi che provengono oltre che dall’Italia, da varie parti della Cina e altrettante della Russia quali la Siberia, alla Repubblica di Baschiria, dalla Bielorussia, dalla Moldavia, fino a Panama. L’auspicio è che il metodo suggerito apporti a ciascuno la consapevolezza della loro innata creatività, delle loro capacità di apprendimento, e della loro energia. Per iniziare un dialogo ho ritenuto rispettoso, oltre che utile, conoscere il loro patrimonio di conoscenze, quindi ho chiesto che mostrassero alla classe documenti e testimonianze delle proprie culture e tradizioni. È stato sorprendente quando, dopo ciascuna proposta relativa a ogni paese, si potevano evidenziare le analogie e punti di contatto. La rivelazione e la scoperta dei linguaggi comuni che appartengono in modo trasversale a tutte le culture analizzate ci pone quesiti e ci offre spunti di riflessione, ci dona immagini di forme e di funzioni, ci ricorda la centralità dei momenti di aggregazione. Il folclore in tutte le proprie accezioni: musica, abiti tradizionali, abiti per le festività, accessori, usanze, strumenti, riti, monili. Ma anche i paesaggi, gli addobbi oltre ai cibi e le bevande, sono divenuti il nostro elemento portante per esprimere la metodologia progettuale. La cultura rivelata dal proprio “genius loci” e dal design spontaneo che abbiamo analizzato attentamente durante ogni lezione del primo Term, ha fatto emergere un immaginario fertile. Il coinvolgimento di Cosmoprof/Cosmopack ci ha offerto la straordinaria opportunità di concretizzare i messaggi e gli stimoli proposti agli studenti nel primo Term. Cosmoprof ci ha donato la migliore occasione per mettere in pratica quanto acquisito, ovvero la formula che a mio parere resta sempre vincente: imparare facendo!
Questo accade perché il progetto ci appartiene, la creatività è un’urgenza da assecondare ad ogni latitudine e longitudine.
Il progetto è vita, è dare risposte alle nostre necessità, e il bagaglio culturale che ci si scambia in queste occasioni arricchisce in modo esponenziale la classe.
Allievi ed insegnante compongono un tutt’uno, la proposta in se supera il pretesto immediato per diventare un argomento più ampio dal quale trarre infiniti spunti per nuove idee e risorse.

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